ATLANTICO al Teatro Petrarca

Sui giornali presto leggerete questo articolo, in anteprima per voi:

“La stagione teatrale è già finita da un po’ e gli appassionati di teatro fremono per conoscere le novità del prossimo anno. Ma intanto arriva al Teatro Petrarca di Arezzo sabato 12 maggio, ore 21,00 un’occasione da non perdere: uno spettacolo che ha già fatto parlare di sé in altre città italiane. Si tratta di “Atlantico”, un musical messo in scena dalla giovane Compagnia Teatrale Archeosofica e rappresentato con successo a Grosseto, La Spezia, San Casciano… Atlantico matrimonio
Un musical non è impresa da poco, ma la cosa curiosa è che la sua vicenda è ambientata in un periodo storico caro agli aretini, il 1400, in pieno medioevo, quando dal Portogallo si stava già solcando l’oceano alla ricerca di terre lontane e misteriose, forse già raggiunte ben prima di Cristoforo Colombo.18768466_1361613777290559_4996189370445883741_o
La storia di “Atlantico”,  scritta da Elisabetta Meacci che ne firma anche la regia, si svolge a Sagres, antica cittadina del sud, nelle sue scuole di giovani cavalieri e navigatori, e di dame e studiose di buona famiglia, dove si intrecciano vicende di amori nascosti e contrastati al mistero che accompagna la sparizione di antiche carte di navigazione. Amore e morte, duelli e corteggiamenti, intrecci, veleni  e spade, nobiltà di sentimenti e tradimenti, lealtà e spirito cavalleresco: il tutto in una  atmosfera medievale che abbraccia le scene in cui sono divisi i quattro atti dello spettacolo. 31960061_1694561467329120_2576114039746723840_n
Tutti gli attori e cantanti indossano abiti di scena accuratamente confezionati rifacendosi all’iconografia del tempo. I testi delle canzoni e le musiche originali, scritte da Alessandro Pelagatti e Filippo Costanti ed eseguite rigorosamente dal vivo da sei musicisti, danno un tocco di modernità al musical, pur integrandosi perfettamente con lo spettacolo.18839729_1361615537290383_6543461315739611433_o

Trentadue attori in scena, sei musicisti, dodici tecnici per un cast giovane e pieno di entusiasmo che vede proprio ad Arezzo il debutto di nuove voci di notevole qualità in questo curioso “musical medievale”. Sabato 12 maggio, ore 21: da non perdere!

Info: Compagnia Teatrale Archeosofica 335-7017578″photo_2018-04-04_18-20-36

Che ve ne pare? Carino come articolo di presentazione. Spero vi abbia incuriosito.

ATLANTICO 2018: personaggi e interpreti

Vorrei presentarvi il nuovo cast di Atlantico, la commedia musicale che porteremo quest’anno ad Arezzo, precisamente il 12 maggio al Teatro Petrarca (avete già prenotato?). In ordine sparso, né alfabetico, né per apparizione, solo ordine sparso. Cominciamo.

Simone Bernardi

Simone Bernardi

Simone Bernardi interpreta il ruolo di Miguel, uno degli allievi della Scuola di Navigazione, quello più interessato alle donne (giusto per ribadire il famoso detto che per un marinaio c’è una donna in ogni porto) e al denaro. Ma in fondo ha il cuore nobile.

Lucia Gala

Lucia Gala

Lucia Gala è Iolanda, donna maritata, imprenditrice, intelligente e scaltra. Ha messo su un’attività di ricami e sartoria, appoggiandosi all’amica di sempre, Rita, che ospita le ricamatrici al suo castello.

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ATLANTICO, quasi musical

Atlantico-il-mistero-di-Sagres-webSe avete visto la commedia musicale Atlantico l’anno scorso, e vi era piaciuta, allora sicuramente resterete contentissimi di questa nuova versione.
Atlantico 2018 ha rinnovato il cast, con attori e attrici cantanti e ballerini molto giovani, e già bravissimi. Il personaggio femminile principale, Rita, sarà interpretato da Cecilia Pascale, che molti di voi già hanno avuto modo di apprezzare in altre produzioni. Damiano Restivo sarà al suo fianco nel ruolo di Thiago.
photo_2018-04-30_22-49-01 (2)Nuova interprete per l’imprenditrice Iolanda, questa volta con la bellissima voce di Lucia Gala, e per l’occasione le abbiamo “costruito” una canzone.
Abbiamo aggiunto in realtà ben 6 canzoni nuove, approfittando della bravura dei ragazzi e delle ragazze. Una nuova coreografia per il finale. E un terzo atto nuovo. Insomma, la storia è sempre quella, ma ci sono tantissime novità e cambiamenti.
IMG-20180430-WA0001Una nuova “Cantastorie Moderno”, bellissima e bravissima, di cui non svelo il nome di proposito, mentre la “Cantastorie Antico” resta la stupenda Giulia Cioni.
Grande impegno per i nostri musicisti, che suoneranno dal vivo molto di più, con strumenti insoliti e diversi.
Se fossi in voi, verrei a vederlo 🙂 Saremo al Teatro Petrarca di Arezzo sabato 12 maggio, alle 21.00 si apre il sipario. Il teatro è grande, ma i posti migliori vanno via subito. Prenotatevi fin da ora! 3357017578
E se dopo vorrete lasciare un vostro commento sul blog, saremo ben lieti di ascoltare il vostro parere.

 

LE DONNE DI SPARTA

Giovanna e Francesco

Giovanna Burgio e Francesco Vadi

Vi presentiamo un altro articolo, scritto da Giovanna Burgio e Francesco Vadi (interpreti del capitolo dedicato a Sparta insieme a Giaele Daddi e Maria Vittoria Ricciola), sempre inerente lo spettacolo “Piccole Storie di Grandi Uomini” in scena al Teatro Bolognini di Pistoia sabato 14 aprile alle 21.00.
Ma non stiamo pubblicando il copione, tranquilli, avrete comunque la sorpresa di chi assiste per la prima volta.

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VITA DA ALCHIMISTA

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Eccoci al secondo articolo che si riferisce allo spettacolo “Piccole Storie di Grandi Uomini“, programmato per sabato 14 aprile alle 21.00, Teatro Bolognini di Pistoia.
Le interpreti di questo capitolo sono Jenny Gallo e Luisa Bellissimo, affiancate da Francesco Vadi e Ettore Vellutini .
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L’Alchimia era  una filosofia e ad un tempo una pratica, una scienza sublime e un’Arte, tenuta segretissima per paura dell’Inquisizione.
Lo scopo celato dietro il sipario dei simboli ermetici era risvegliare la coscienza di sé, ottenere una trasmutazione interiore, acquisire insomma nuove e più potenti facoltà dello spirito.
Argomenti tabù nella società tardo medievale, impregnata di superstizione e sete di potere.alchimisti

Entrando nel laboratorio dell’alchimista, vediamo cuocere una materia, in un recipiente dalla forma strana chiamato “Uovo Filosofico”. Un pallone di cristallo il cui orificio permette di introdurvi la materia ed anche di essere ermeticamente chiuso. Ma di che materia si tratta? In realtà poteva essere qualunque sostanza, perché dietro gli esperimenti di una chimica primordiale si voleva imparare una tecnica di trasmutazione interiore.alchimisti 4
Gli Alchimisti erano uomini di fede e scienziati. Usavano strumenti come ampolle e forni per lavorare sostanze chimiche: distillavano le essenze, separavano le sostanze più spesse dalla parte volatile, scoprivano nuovi elementi, e allo stesso tempo utilizzavano la mente per meditare. Visualizzando le operazioni compiute nell’oscurità dei loro laboratori, immaginavano con volontà che la materia che stava cuocendo fosse il composto umano, di cui l’essenza rappresentava la parte più pura, quella virtuosa, quella forte, e le scorie invece erano la parte più grossolana, le debolezze, l’attaccamento alla forma e alla vita mondana.
La fiamma era il loro amore per l’Ideale. Tutto aveva un duplice significato: visibile e invisibile.
alchimisti 2È tradizionale infatti che si adoperasse la simbolurgia per tramandare le istruzioni di questa scienza misteriosa e nello stesso tempo custodirle, preservarle dalla profanazione e dall’uso sconsiderato dei malintenzionati. Istruzioni velate dai simboli che avevano il potere di avvicinare progressivamente l’allievo alla comprensione: man mano che l’Alchimista procedeva nel suo lavoro, tra alambicchi e mantici, avanzava anche nella crescita interiore.IMG_2168
“Più l’Alchimista cuoce e più comprende”, direbbero alcuni nostri amici. Più ricerca, più mette in pratica ciò che ha imparato, e più diventa un profondo conoscitore di se stesso, delle leggi che governano il cosmo, del mondo (o dei mondi) che ci circondano; più sperimenta e più si avvicina anche a Colui che tutto crea.
Il primo ostacolo da superare era costruirsi un laboratorio, facile a dirsi oggi, molto meno a quel tempo. Occorreva un luogo segreto dove chiudersi per compiere le varie operazioni. Un luogo protetto dal silenzio. Poi servivano alambicchi, athanor, aludel, mantici, lampade per la cottura, sostanze di vario genere …alchimisti 3
Nei testi di Alchimia si legge che la materia dell’Opera si trova ovunque, basta guardarsi attorno, e che non costa niente o pochissimo. Ma per effettuare le operazioni materiali, chimiche, fisiche, occorrevano davvero sostanze adatte e strumenti. Bisognava procurarsele senza dare nell’occhio. Non esisteva un negozio dove si poteva chiedere: “scusi, vorrei un etto di antimonio”, oppure: “ha della polvere di proiezione?”. Proprio no.
OLYMPUS DIGITAL CAMERALaboratorio, strumenti, materia, altro non sono che i componenti della coscienza dell’alchimista, che prima entra nella stanza segreta adibita a laboratorio, e poi entra in un’altra stanza segreta: quella della sua anima, dove riesce a portare a termine gli esperimenti di questa “scienza impossibile”.

CHI È NATARTUYA?

IMG_2217aIl 14 aprile alle 21.00 andremo in scena al Teatro Bolognini di Pistoia con “Piccole Storie di Grandi Uomini“.
Ho pensato di pubblicare alcuni articoli, scritti dagli interpreti di Piccole Storie, per aiutarvi a comprendere meglio quello che succede durante lo spettacolo. Ecco il primo, di Maria Vittoria Ricciola, a proposito delle donne dell’antica Mongolia. Buona lettura! E soprattutto buon divertimento a teatro!!!

Maria Vittoria e Chiara

Maria Vittoria Ricciola e Chiara Binotti

Nell’ XI secolo il popolo mongolo era suddiviso in numerose tribù nomadi organizzate in grandi famiglie patriarcali dove la figura femminile aveva una certa rilevanza. Le donne, oltre a svolgere il ruolo di genitrici, si occupavano anche di politica, dell’istruzione dei figli, dello scambio e dell’acquisto di merci e degli affari, fino a ricoprire alte cariche sociali come consiglieri politici. All’interno di tale comunità era ammessa la poligamia con il divieto di fare differenze tra mogli e concubine. Lo stesso diritto di uguaglianza spettava anche ai figli di diverso letto che ricevevano indistintamente la stessa educazione.donne mongolia 3
Ogni consorte possedeva la propria yurta, tipica tenda della Mongolia, dove viveva con la rispettiva famiglia, amministrando autonomamente il proprio patrimonio costituito da oggetti preziosi, carri, armi e persino una propria servitù.
Rispetto alle donne delle altre civiltà dell’epoca, erano molto emancipate; difatti la loro educazione non differiva da quella che veniva impartita agli uomini.eagle hunter
Queste informazioni sono giunte a noi tramite i racconti dei viaggiatori stranieri che rimanevano stupefatti nel vederle andare a cavallo e galoppare con agilità al pari degli uomini. Portavano la faretra e l’arco, venivano istruite nella conduzione dei carri, nella preparazione degli abiti e delle tende e addestrate a combattere. Alla donna spettava il ruolo di mantenere sempre il fuoco acceso e vivo nelle yurte, di decorare questi loro abitacoli con tappeti in feltro, di occuparsi della famiglia e della gestione del clan.
Erano donne fiere e bellicose, non conoscevano la paura e non indietreggiavano dinnanzi a nulla.borte
Gengis Khan ebbe la fortuna di essere affiancato da due donne audaci e scaltre: la madre Hoelun e sua moglie Börte.
Entrambe seppero fronteggiare con dignità ed intelligenza le innumerevoli avversità che si presentarono nella loro vita. Hoelun dopo l’uccisione del marito, capo del clan dei Borijin, fu abbandonata senza alcuna remora al suo destino dalle altre famiglie della tribù. Indifesa e sola, allevò ed istruì i suoi cinque figli in condizioni precarie, tra cui il suo primogenito Temujin, destinato a diventare il più grande conquistatore che il mondo abbia mai conosciuto.donna mongolia
Börte, non fu da meno: affiancò il marito nelle sue imprese, fu una preziosa consigliera, si occupò della famiglia nei lunghi periodi in cui il suo compagno, Gengis Khan, era impegnato a combattere per l’unificazione della Mongolia. Successivamente assunse ruoli importanti nella gestione politica ed economica dell’Impero unificato dal consorte. Grazie al suo senso acuto delle relazioni umane e degli affari economici e politici, seppe mantenere saldo il nucleo del clan e favorire la nascita dell’Impero Mongolo, garantendogli una organizzazione dinamica ed efficace.IMG_2203
Queste ed altre donne riuscirono nell’intento di tramandare le usanze e le tradizioni mongole alle generazioni seguenti, preparando le figlie al potere, così come i figli maschi alla conquista e alla guerra.
Grazie al contributo e all’esempio di questi personaggi rinnovatori, lo scenario asiatico fu caratterizzato per molti secoli dalla pari dignità e valore tra uomini e donne, ciascuno conservando le proprie caratteristiche ma contribuendo assieme agli stessi ideali. La civiltà mongola é antica a causa del tempo ma molti elementi sono più avanzati del modernismo di oggi.

 

Piccole Storie

Piccole Storie di Grandi Uomini” è il titolo dello spettacolo prodotto dalla Compagnia Teatrale Archeosofica che andrà in scena al Teatro Bolognini di Pistoia sabato 14 aprile alle 21.00.Piccole Storie 1

La storia dell’umanità è piena di esempi straordinari, personaggi che hanno saputo dare un senso alla loro vita tanto da suscitare ancora oggi interesse, fascino e mistero.
In queste storie il confine tra realtà e leggenda è un filo sottilissimo. bersaglio per arco mongolo
Sono reali perché i protagonisti sono realmente vissuti in carne ed ossa, ma leggendarie e quasi mitiche perché le imprese da loro compiute, narrate e trasmesse da bocca ad orecchio nel corso dei secoli, hanno assunto i colori dell’impossibile, dell’incredibile e straordinario, come succede ai super eroi della fantascienza moderna.guerriero greco

Quattordici attori si alterneranno sul palco ora in veste di narratore ora in costume d’epoca, per portarci sulle ali del tempo brevi, “piccole storie” di sei personaggi, non in cerca d’autore, ma in cerca di riscatto.
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Sì, perché non tutto di loro è stato raccontato e non tutto è stato scoperto. Sei storie selezionate tra mille che potevamo interpretare. Sei storie di uomini che hanno impiegato tutte le loro forze per un progresso comune, rinunciando a se stessi per un Ideale, o lottando sino alla morte per questo Ideale.Galgano spada

Ma non pensiate che sia uno spettacolo noioso, tutt’altro! Il sipario resta aperto dall’inizio alla fine, e vi ritroverete sorpresi dello scorrere rapido di queste due ore, sospesi tra spazio e tempo, con la curiosità di saperne ancora, di vedere ancora … Infatti, la nostra troupe sta preparando il sequel, perché non solo grandi uomini hanno lasciato una traccia importante, ci sono state anche grandi donne a dare un sostanzioso contributo!
Dunque, vi aspettiamo sabato 14 aprile al Bolognini, prenotazioni aperte fin da ora telefonando a Fiorella 335 7017578.

E PERCHE’ NO!

Sabato 3 febbraio faremo audizioni e provini per il casting degli spettacoli primaverili. Ore 15.00, Piazza dello Spirito Santo 1 a Pistoia. “E perché no!” vuol dire: perché non provarci? Tanto cosa avete da perdere? Niente. Recitare
Se non vi piacciono le nostre commedie, o se non siete adatti ai ruoli che abbiamo, pazienza, vorrà dire che avremo passato un bel pomeriggio insieme a gente sconosciuta o conosciuta con la stessa passione per il teatro, la musica, il divertimento.
Sì, perché per prima cosa “fare teatro” deve piacere ed essere una forma di divertimento, anche quando si toccano dei temi importanti e seri, non solo quando si recitano parti comiche o leggere. Io lo dico sempre prima di andare in scena: “vada come vada, soprattutto divertiamoci!”. Perché senza passione l’arte è piatta e insipida.
In molti avete chiesto delucidazioni su cosa portare e cosa si deve fare e come venire, eccetera. Cerco di spiegarmi meglio.casting 3
Vestitevi comodi, vestitevi come volete, portate un oggetto che serve per la vostra scena, per entrare meglio nel vostro personaggio. Oppure non portate nulla, solo voi stessi ed il vostro temperamento.
Reciterete un brano a vostra scelta, che preparate a casa insomma. Se non l’avete, vi procuriamo noi un testo da recitare, ovviamente breve, per lasciare il giusto spazio a tutti. Se vi siete preparati a casa, quando sarà il vostro turno reciterete cosa avete scelto. Se non vi siete preparati, abbiamo ottimi tutor che vi aiuteranno a preparare i brani selezionati da noi. E questo per quanto riguarda la recitazione. cantare
Cerchiamo anche attori e attrici che sappiano un poco cantare, poiché uno dei nostri spettacoli è un musical, o quasi un musical. In questo caso potete portare una canzone a vostra scelta oppure cantarne una selezionata da noi. Come per i provini della recitazione, stessa cosa. Se fate la cortesia di avvisare prima sul brano che canterete, possiamo procurarci una base musicale o uno spartito.
Il nostro Maestro Alessandro Pelagatti è bravissimo, sembra una enciclopedia musicale, ma siate indulgenti! Comunicateci almeno due giorni prima le canzoni che farete, in modo da prepararci a dovere, o portate voi la base musicale.base musicale
Avete anche una minima esperienza di danza? Cerchiamo pure qualcuno per le nostre semplici coreografie.
Questo è tutto, mi sembra. Dunque vi aspettiamo sabato pomeriggio, saremo contenti di ascoltarvi e vedervi, “E perché no” anche di cominciare con voi nuove avventure teatrali!

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