COSA C’È DIETRO UNA STORIA

Teatro Civico La SpeziaLa Compagnia Teatrale Archeosofica presenta anche quest’anno lo spettacolo Atlantico, una commedia musicale scritta e diretta da Elisabetta Meacci. Poco conosciuta ancora dal grande pubblico, sebbene abbia registrato sempre il tutto esaurito nei teatri ove è stata messa in scena, la commedia Atlantico sbarcherà  a La Spezia domenica 21 maggio al Teatro Civico (inizio ore 17.00 – prevendita su vivaticket.it o telefonando al teatro). mini show
Ma per saperne di più su questa divertente e spumeggiante commedia, la Compagnia ha organizzato un MINI SHOW che potrete vedere sabato 13 maggio alle ore 18.30 presso la sala Urban Center del Teatro Civico a La Spezia, oppure lunedì 15 maggio alle ore 21.30 presso la sede dell’Associazione Archeosofica di Lucca al Palazzo Pfanner. Per il Mini Show l’ingresso è libero e gratuito e non è necessaria la prenotazione.
Perché chiamare questa presentazione “Mini Show” ? Perché l’incontro con gli autori e attori/cantanti si trasforma gradualmente proprio in un piccolo spettacolo, con musiche eseguite dal vivo, canzoni e brani recitati.
Conoscerete l’autrice del testo, Elisabetta Meacci, e i musicisti Alessandro Pelagatti e Filippo Costanti, che hanno composto le musiche originali della commedia.
minishow 2Durante il mini show ci racconteranno come è nata l’idea per Atlantico, qual è la base storica che fa da sottofondo alla vicenda interamente inventata, come sono nate le canzoni e le musiche che evidenziano i momenti più salienti; alcuni attori (non tutti, sono circa 30 ad andare in scena!) si racconteranno nella veste del personaggio che interpretano, svelando un po’ dei retroscena, senza dir troppo ovviamente. Uno spoiler misurato insomma.chitarra portoghese
Lo spettacolo è ambientato in Portogallo nel 1450. I costumi di scena e l’utilizzo della chitarra portoghese danno un tocco di originalità , almeno per chi non conosce la storia di quel periodo, di quella Grande Epoca di scoperte e innovazioni.
Si racconta di un vile traditore e assassino, abile nel presentarsi come il migliore degli allievi alla Scuola di navigazione.
Si racconta di un amore sbocciato al primo sguardo tra una giovane dama di alto lignaggio e un giovane dal passato sconosciuto (che poi conosceremo), un amore vissuto con passione e timidezza. Atlantico duetto
Amicizia, sincerità, fedeltà  alle promesse fatte da una parte, falsità , tradimento, omicidio dall’altra. Un ladro che si serve di una giovane sprovveduta per ottenere ciò cui ambisce, senza farsi scrupolo di ucciderla quando le cose si mettono al peggio per lui.Atlantico duetto 2
Un cavaliere pronto a sacrificare la propria vita per proteggere un segreto e una fanciulla. Carte di navigazione, che forse sono realmente esistite stando ad alcuni storici, con le rotte verso terre ignote agli europei ma già scoperte dagli antichi portoghesi. Atlantico DamianoAtlantico schiaffo
Astronomia, eh sì, anche di astri si parla e si canta, perché a quel tempo era indispensabile conoscere il linguaggio del cielo, in ogni suo significato, compreso quello simbolico.
Insomma, Atlantico “è la storia di un mistero e anche il mistero di una storia” come recita il Cantastorie Moderno che appare nel primo atto.Altantico Xina
Una commedia che vuole mettere in risalto diversità e contrasti presenti nella società di allora come in quella di oggi. Nello spettacolo è tutto dal vivo, la musica viene eseguita dalla band “Atlantico”, gli attori cantano senza playback, con grande lavoro della squadra tecnica impegnata a risolvere i mille problemi della diretta.Atlantico matrimonioAtlantico copertina
Il Teatro Civico di La Spezia, nella sua dorata atmosfera, offrirà una superba cornice alla nostra Compagnia.  E voi potrete dire di essere stati i primi a scoprirla ed apprezzarla, sia con il Mini Show di sabato 13 e lunedì 15 sia, soprattutto, con lo spettacolo di domenica 21 maggio. Noi vi aspettiamo!

Ah, se ancora non avete ascoltato le canzoni e volete avere un anteprima, trovate su iTunes un nostro EP, cercando Atlantico – Alessandro Pelagatti e Filippo Costanti. Oppure se venite dal vivo lo potrete acquistare. Gli autori saranno ben lieti di autografarlo!!!Atlantico EP

 

 

ATLANTICO – SPETTACOLI MAGGIO 2017

Teatro NiccoliniEd eccoci qua! Si torna in scena con ATLANTICO, la commedia musicale ambientata nel 1450 in terra portoghese, precisamente nell’estrema punta a sud ovest della penisola Iberica, dove oggi si va principalmente per fare surf. Surfers-in-Sagres
Un tempo sorgeva qui una città e un centro di studi, una scuola della navigazione, una scuola di pensiero e di misticismo.
Progettarono le famose caravelle, imbarcazioni piccole e agili che hanno permesso ai coraggiosi esploratori di regalare al mondo la geografia terrestre che oggi conosciamo. Sagres
Fu l’epoca delle grandi scoperte infatti, che cambiò in breve tempo la mentalità della gente oltre che la conoscenza.
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È TEMPO DI TEATRO – 2017

Ritorna il Laboratorio della Compagnia Teatrale Archeosofica! laboratorio 2017

Giovedì 12 gennaio, nel corso di una serata-apericena aperta a tutti (inizio ore 19.00), che si terrà nei locali della Compagnia Teatrale e dell’Associazione Archeosofica in Piazza dello Spirito Santo n.1 a Pistoia, sarà presentato il programma del laboratorio teatrale proposto per l’anno 2107. Conoscerete anche gli insegnanti che si alterneranno per questa nuova avventura artistica.
Alle ore 21.00 inizierà la presentazione, oltre che delle attività teatrali, anche delle iniziative promosse dall’Associazione.festeggiando

Le lezioni si terranno per tre giovedì al mese (ore 21.30) ed una domenica (intera giornata); comprendono esercizi di respirazione, ginnastica e postura, dizione, improvvisazione, analisi ed interpretazione dei testi e si concluderanno con ben tre spettacoli teatrali nel mese di Giugno. Tema portante di quest’anno: “Luigi Pirandello: con e senza maschera”. Non mancheranno gradite sorprese ed incontri con personaggi di spicco nel mondo artistico moderno. Abbiamo anche pensato di fare un viaggetto tutti insieme nei luoghi che videro il nostro protagonista, cioè nella bellissima Sicilia di Pirandello. Ma non vi dico di più, annunceremo tutto GIOVEDI’ 12 GENNAIO dopo la festicciola di riapertura. applausi

Per informazioni ed iscrizioni: tel.: 057321414, e.mail: info.pistoia@boxletter.net

 

UNA DONNA PER TUTTE: GIOVANNA D’ARCO

Per capire l’eccezionalità di Giovanna d’Arco è necessario cercare di comprendere la situazione della Francia in quel lontano inizio di XV secolo, in piena guerra dei cent’anni. Conoscere le condizioni geo-politiche del tempo, come pure quelle socio-economiche, ci permette di apprezzare di più, di meravigliarci ancor di più della grandezza di quella fragile fanciulla chiamata Giovanna, e meravigliarci ancora una volta dell’attualità del suo esempio per tutti noi. Lo studio del passato, in questo caso la vita di una santa, vergine, guerriera, definita da Tommaso Palamidessi “vera amazzone del Graal”, non deve essere fine a se stesso, al contrario dovrebbe condurci, come tanti piccoli “guerrieri del terzo millennio”, a ripercorrere il cammino di fede e trasmutazione interiore guidati dal suo fulgido esempio. Altrimenti resta sì una cosa importante, ma esteriore, di accrescimento del bagaglio culturale, quando invece dovrebbe incidere profondamente nelle scelte della nostra vita quotidiana di uomini e di donne. Giovanna d'Arco 1

La situazione politica al tempo di Giovanna era veramente assurda: Carlo VII era chiamato “il Re di Bourges” quasi a sottolineare la sua pochezza, un piccolo regno senza la sua naturale capitale, Parigi, solidamente in mano agli inglesi. Fu addirittura diseredato dal padre, Carlo VI, quasi completamente impazzito ci dicono gli storici, a favore del genero Enrico V d’Inghilterra che aveva sposato Caterina di Francia, sua figlia e quindi sorella di Carlo VII.

Il Delfino, cioè l’erede al trono di Francia, o di quel che ne restava, visto che il paese era dilaniato da una guerra iniziata nel 1337… dicevamo, il Delfino rifiutò di riconoscere valido ciò che era stato stabilito nel trattato di Troyes. Quindi alla morte di Carlo VI e di Enrico V, avvenuta nello stesso anno, 1422, a pochi mesi di distanza, la situazione del conflitto vedeva in campo dalla parte dell’Inghilterra Enrico VI appena nato e già nominato re di Francia e d’Inghilterra, in fasce, e dalla parte francese il giovane Carlo VII, quel re di Bourges rimasto con poco e niente. Giovanna d'Arco 5

La situazione era ulteriormente complicata dalla presenza di una terza forza crescente, quella del Ducato di Borgogna, “i borgognoni” guidati da Filippo III che in questa fase del conflitto appoggiava per convenienza gli inglesi.

Non andava meglio dal punto di vista sociale ed economico. 90 anni di guerra avevano ridotto sul lastrico un po’ tutti. La peste falciava vittime, le carestie, la pressione fiscale esercitata sul popolo per finanziare gli eserciti, tutto insomma contribuiva a ridurre la gente a condizioni di vita insopportabili. Giovanna d'Arco 2

Gli storici concordano ne ritenere che in quegli anni, 1420-1430, la Francia si trovò nella peggiore situazione dai tempi di Clodoveo e non ne vivrà un’altra così tremenda fino all’occupazione nazista.

Se poi pensiamo solo un attimo cosa sarebbe potuto accadere a livello “religioso”, in un momento in cui la Chiesa soffriva profondamente del suo stesso scisma, a causa di papi e antipapi, se gli inglesi avessero definitivamente “anglicizzato” la più cattolica delle nazioni occidentali, da sempre baluardo della cristianità, sia verso il mondo musulmano, sia verso i politeisti popoli del Nord… si capisce come risuonassero veritiere le parole di Isaia: “il popolo che camminava nelle tenebre vide una gran luce”: quella luce, nel 1412,  fu Giovanna d’Arco. Giovanna d'Arco 8

Su di lei sono stati scritti libri e libri, tomi e tomi, film e commedie, ha ispirato poeti, scultori, artisti d’ogni genere, perfino ordini religiosi. Ha suscitato dibattiti e polemiche tra chi la considerava un bluff, chi una sprovveduta visionaria manovrata dai furbi politici del tempo, chi invece la riteneva una eroina, simbolo stesso della libertà francese.

La Chiesa prima gettò su di lei l’onta della scomunica, consegnandola al rogo dei suoi carnefici, poi l’ha riabilitata, e nel XX secolo beatificata. Giovanna d'Arco 6

Giovanna d’Arco indubbiamente è stata un personaggio con delle caratteristiche eccezionali. Alcuni dicono che la sua storia ha dell’inverosimile, è illogica. Forse hanno ragione. La Francia cattolica è in crisi tremenda? Ci si aspetta un aiuto divino? come fu per gli ebrei esuli e prigionieri. Ecco, lo spirito di Dio scende su Giovanna, una ragazzina nata in un paesino di campagna, che non sa leggere, non sa scrivere, non sa cavalcare, non sa com’è il mondo… è tutto un “non sa” … Ma riceve una missione: andare a 600 km di distanza, in territorio nemico, incontrare il re, farsi assegnare il comando del suo esercito, andare ad Orleans e liberarla prima che crolli completamente in mano agli inglesi, dopo mesi di assedio.

Poi accompagnare il re a Reims, sempre in territorio nemico, e consacrarlo “Re di Francia”. Così la guerra sarà finita e vinta, e gli invasori se ne torneranno al loro paese al di là della Manica.

Non è logico. Una missione del genere affidata ad una ragazzina, non è affatto logico. Giovanna d'Arco 4

Una ragazzina di 13 anni che per giunta sente delle voci, è convinta che le sia apparso l’Arcangelo Michele, “Monsignor Arcangelo” come lei familiarmente lo chiama, e le abbia detto cosa dovrà fare. A niente valsero le torture subite, le accuse, le ingiurie: anche durante il processo, sotto giuramento, resistendo abilmente alle trappole dei suoi accusatori, fior di teologi, risponde sempre con fermezza e sicurezza: le voci e le apparizioni erano dell’Arcangelo Michele, e poi anche di alcune sante. Non è logico.

Al processo gli accusatori dicono che simili voci sono solo opera del diavolo, e lei risponde che il diavolo non può dare ordini buoni, mentre l’inviato di Dio sì. Quell’Arcangelo Michele la cui effige ornava la bandiera di Carlo VII con il motto “Saint Michel est mon seul defenseur.

Giovanna durante tutto l’estenuante processo dimostra una grande sapienza, che turba i giudici e quanti assistevano all’interrogatorio. Come può una pulzella, una contadina ignorante, tenere testa a tanti dottori della legge? Fronteggiare arguti argomentatori e teologi? Non è logico. Giovanna d'Arco 7

Ma ahimè Giovanna non fu ascoltata. Fu bruciata, arsa viva. Alcuni storici del tempo riferiscono strane testimonianze, soldati inglesi che rimuovendo le ossa e le ceneri dal rogo, trovarono un cuore intatto e palpitante, non bruciato dal fuoco terreno. Illogico. Una leggenda, una superstizione? Forse sì, o forse no.

Alessandro Boncompagni (autore di una conferenza da cui ho tratto questo articolo) porterà in scena la sua commedia “Giovanna d’Arco: il processo, le armi, la vita” domenica 29 maggio, al teatro di Monte San Savino in provincia di Arezzo. Una commedia originale che merita davvero d’esser vista. Lo so, è presto per prenotarsi, ma ho pensato che fosse un ottimo argomento per festeggiare noi donne, oggi che è l’8 marzo.

 

 

 

Fantasmi&TavoliniParlanti = TRE DEI PERSONAGGI

Il dottor WERNER è un uomo di mezza età, con il fascino dei capelli brizzolati. Da tempo innamorato di Margit, la rispetta e siccome era molto amico del marito, non si è mai dichiarato. Il suo è un amore privato, da galantuomo. Egli aiuta Margit e le sta vicino quando possibile. Uomo colto, intelligente, uomo di scienza, quindi mentalità positivista e un poco materialista. Animo buono, con una fede religiosa semplice derivata dall’educazione familiare più che da sue precise convinzioni e ricerche, che appunto si orientano in senso umanitario. Rimane quasi scioccato dalla situazione perché si sente in colpa per la morte di Arabella, e questo fatto lo scuote così tanto da renderlo più duttile nei confronti delle teorie spiritistiche esposte dai suoi amici. Nello spettacolo attuale è interpretato da Leonardo Burrini, che nella vita reale è dottore sì ma in scienze economiche e bancarie.

Il caro e giovane SEBASTIAN è un musicista, suona il pianoforte e anche altri strumenti. Dà lezioni per vivere, ma ha pochi soldi. È innamorato di Katrin, ma non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi. La ammira per la sua originalità e la stima perché non è come le altre donne solo interessata a cose futili. Lui legge libri di esoterismo, conosce associazioni segrete, ma non ne fa parte. Troverà alfine il momento giusto per dichiararsi, incoraggiato anche dalle attenzioni che Katrin gli rivolge sempre di più. L’aver vissuto alcune avventure insieme contribuisce a creare una certa intimità fra i due giovani. Nello spettacolo è interpretato da Alessandro Pelagatti, che è davvero un musicista di talento (autore tra l’altro della canzone “Io sono qui” cantata dal fantasma di Arabella) e suona dal vivo il pianoforte sulla scena.

Il Conte ANDRAS OBRENOVIC è di origini ungheresi, ex ufficiale con il grado di Alezredes, o Tenente Colonnello, Oberstleutnant in tedesco. Un tipo alto e magro, occhi vivaci. Si dichiara Ufficiale a riposo dell’Imperial Regio Esercito. Ha doti medianiche reali, ma purtroppo si è legato ad uno spirito perverso di un vecchio stregone che lo inganna e lo sfrutta. Il Conte è molto avido, pensa sempre ai soldi, a come imbrogliare per fare più soldi, proprio a causa della nefasta influenza di quello spirito malvagio da cui non riesce a liberarsi. Nello spettacolo è interpretato da Lorenzo Abbate, giornalista e fotografo di professione, attore per passione.

 

 

 

Fantasmi&TavoliniParlanti – riassunto e calendario spettacoli

FB

Ambientazione: periferia di Vienna. Epoca:  1890. L’improvvisa morte della piccola Arabella porta una nuovo profondo dolore sulla famiglia Kruger, già provata dalla scomparsa del padre. La vedova Margit e sua figlia maggiore Katrin sembrano non capirsi e allontanarsi sempre di più l’una dall’altra. Comprensibile visti i caratteri forti delle due donne e le sciagure che devono affrontare.  La madre amareggiata e piegata dalle vicissitudini, Katrin alle prese con le sue aspirazioni di ragazza fiera e ribelle. Sarà per loro l’inizio di un viaggio tormentato ma non privo di fascino, che le porterà alla scoperta del senso della vita gettando nuova luce sul loro rapporto affettivo. Sullo sfondo, la dilagante moda dello  spiritismo che sembra fornire una prova “scientifica” dell’esistenza dei defunti e della vita in un’altra dimensione. Insieme ad alcuni amici fedeli e ad oscuri personaggi, vivranno una serie di avventure, alcune drammatiche, alcune esilaranti, altre romantiche e misteriose. Nel frattempo, anche il fantasma di Arabella si aggira nella casa natale, con una missione segreta da compiere … chi saprà ascoltarla?

Lo spettacolo andrà in scena :

  • al Teatro Santa Giulia di Brescia domenica 10 aprile alle ore 16.00. Prenotazioni telefonando al 355 7017578
  • al Teatro Niccolini di San Casciano sabato 16 aprile alle ore 21.00. Prevendita biglietti da lunedì 22 febbraio presso il Teatro Niccolini oppure al boxoffice.
Abbiamo preparato anche una serie di incontri, con attori e protagonisti, per dialogare su alcuni temi trattati nella commedia. Ingresso libero e gratuito per questi appuntamenti.
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IL TEATRO NEL RINASCIMENTO EUROPEO – LA LEGGENDA DI INES DE CASTRO – di Valentina Palmucci

Stavo facendo una ricerca sul Teatro nel Rinascimento in Europa, ed in Portogallo in particolare, e mi sono imbattuta in una storia curiosa. Ve la voglio raccontare.

Come saprete, il Rinascimento segnò il passaggio dalla civiltà del Medioevo a quella dell’Età Moderna. Fu un periodo importante, ricco di grandi cambiamenti. È l’epoca della riscoperta dell’uomo, della sua forza creativa e quindi della sua capacità di conquistare nuovi territori, attraverso la navigazione in mari fino ad allora ritenuti inaccessibili. Al contempo si assiste al ritorno all’antichità classica, in tutti i campi del sapere, compreso quello teatrale. L’approfondimento degli studi sulla cultura greca da parte degli umanisti, favorito dall’arrivo in Europa di dotti bizantini dopo la caduta di Costantinopoli, comportò la traduzione in lingua volgare di numerosi testi classici teatrali, come le commedie di Plauto e Terenzio e le tragedie di Seneca. Rinascimento e Teatro

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Siete mai stati in Portogallo?

Portogallo 1

Siete mai stati in Portogallo? Una piccola nazione con una storia molto interessante, persone simpatiche e cordiali, tradizioni, usi e costumi ancora molto sentiti dalla gente, natura incontaminata, monumenti, cultura, ed una cucina proprio da leccarsi i baffi.

Portogallo 2 Portogallo 3

Alla punta estrema verso sud-ovest, dove il sole brilla sull’oceano scintillante, un piccolo paese di pescatori e surfisti deve la sua origine ad un personaggio alquanto misterioso e originale, che ebbe un ruolo importantissimo nello sviluppo della navigazione all’epoca dei grandi “descobridores“: l’Infante Henrique.

Infante Henrique

 

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Giovanna d’Arco

statue de jeanne d'arc

Giovanna d’Arco. Già il nome è sufficiente a suscitare nella nostra interiorità una valanga di sensazioni e ricordi. Giovane donna, tenace, forte, guerriera di antico stampo, un esempio di coraggio e fermezza pur nella fragilità femminile. Ingiustamente accusata, vittima di un chiaro raggiro a scopo politico, fu bruciata sul rogo. Orrendo modo per lasciare questa terra. Orribile e terribile. Ma a quei tempi andavano poco per il sottile. Chi deteneva il potere, lo usava spudoratamente, senza troppi scrupoli. Dicevano che era pazza, solo perché non capivano e non potevano capire la portata delle sue parole. Chiusi nel formalismo più assurdo, dicevano che essendo “analfabeta” (ma poi lo era davvero?) come poteva, come pretendeva di assurgere alla guida di un esercito? Come poteva proferire parole veritiere ? Era una donna dopotutto, solo una giovane donna!  Giovanna d'Arco

Mark Twain ha scritto un bellissimo romanzo intitolato “La vita e il processo a Giovanna d’Arco”, se vi capita leggetelo. La prima pagina porta questa citazione: “Considerate questa singolare e rilevante peculiarità: Sin da quando esiste testimonianza scritta della storia del genere umano, Giovanna d’Arco è stata la sola e unica persona che in veste di generale supremo si sia posta alla testa delle forze militari di una nazione all’età di diciassette anni“. Louis Kossuth.

Una vita affascinante la sua, a cominciare dalle visioni mistiche quando viveva nel villaggio di Domremy, poi il periodo militare sul campo di battaglia e infine il tortuoso processo per stregoneria che determinò la sua prematura fine. giovanna d'arco visione 2

 

La prossima primavera andrà di nuovo in scena “Giovanna d’Arco: il processo”, opera originale scritta e diretta da Alessandro Boncompagni. Anche questa volta curerà personalmente l’adattamento e la scenografia, avvalendosi di alcuni attori della Compagnia Teatrale Archeosofica insieme ad altri valenti professionisti. Per informazioni e prenotazioni potete contattarci sulla pagina FB. Io ho avuto il piacere di assistere a questo spettacolo anni fa, realizzato all’interno di una chiesa sconsacrata, e devo ammettere che ne sono rimasta affascinata. Anche se il genere è completamente diverso dal mio, direi l’opposto perché io sono per il “classico” teatro in costume, la “Giovanna d’Arco” del nostro amico Boncompagni può suscitare riflessioni e discussioni. Chissà che effetto farà in un teatro all’italiana …

Elisabetta Meacci

È Tempo di Teatro

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Riprende il laboratorio teatrale nella nostra sede pistoiese, stasera alle ore 21.00 ecco di nuovo in azione il team di “È Tempo di Teatro”. Quest’anno avremo molte cose da fare e tante sorprese. Stiamo preparando ben 4 spettacoli diversi, più o meno tutti sul palcoscenico in primavera-estate 2016. Se volete iscrivervi, prenotare il posto a teatro, o partecipare ad una lezione, siete i benvenuti! ( Piazza dello Spirito Santo,1 – Pistoia) Ogni venerdì si alterneranno i nostri tutor per esercitazioni multiple: dalla dizione al movimento, dalla mimica alle espressioni emotive, dall’impegno al divertimento…

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