CHI È NATARTUYA?

IMG_2217aIl 14 aprile alle 21.00 andremo in scena al Teatro Bolognini di Pistoia con “Piccole Storie di Grandi Uomini“.
Ho pensato di pubblicare alcuni articoli, scritti dagli interpreti di Piccole Storie, per aiutarvi a comprendere meglio quello che succede durante lo spettacolo. Ecco il primo, di Maria Vittoria Ricciola, a proposito delle donne dell’antica Mongolia. Buona lettura! E soprattutto buon divertimento a teatro!!!

Maria Vittoria e Chiara

Maria Vittoria Ricciola e Chiara Binotti

Nell’ XI secolo il popolo mongolo era suddiviso in numerose tribù nomadi organizzate in grandi famiglie patriarcali dove la figura femminile aveva una certa rilevanza. Le donne, oltre a svolgere il ruolo di genitrici, si occupavano anche di politica, dell’istruzione dei figli, dello scambio e dell’acquisto di merci e degli affari, fino a ricoprire alte cariche sociali come consiglieri politici. All’interno di tale comunità era ammessa la poligamia con il divieto di fare differenze tra mogli e concubine. Lo stesso diritto di uguaglianza spettava anche ai figli di diverso letto che ricevevano indistintamente la stessa educazione.donne mongolia 3
Ogni consorte possedeva la propria yurta, tipica tenda della Mongolia, dove viveva con la rispettiva famiglia, amministrando autonomamente il proprio patrimonio costituito da oggetti preziosi, carri, armi e persino una propria servitù.
Rispetto alle donne delle altre civiltà dell’epoca, erano molto emancipate; difatti la loro educazione non differiva da quella che veniva impartita agli uomini.eagle hunter
Queste informazioni sono giunte a noi tramite i racconti dei viaggiatori stranieri che rimanevano stupefatti nel vederle andare a cavallo e galoppare con agilità al pari degli uomini. Portavano la faretra e l’arco, venivano istruite nella conduzione dei carri, nella preparazione degli abiti e delle tende e addestrate a combattere. Alla donna spettava il ruolo di mantenere sempre il fuoco acceso e vivo nelle yurte, di decorare questi loro abitacoli con tappeti in feltro, di occuparsi della famiglia e della gestione del clan.
Erano donne fiere e bellicose, non conoscevano la paura e non indietreggiavano dinnanzi a nulla.borte
Gengis Khan ebbe la fortuna di essere affiancato da due donne audaci e scaltre: la madre Hoelun e sua moglie Börte.
Entrambe seppero fronteggiare con dignità ed intelligenza le innumerevoli avversità che si presentarono nella loro vita. Hoelun dopo l’uccisione del marito, capo del clan dei Borijin, fu abbandonata senza alcuna remora al suo destino dalle altre famiglie della tribù. Indifesa e sola, allevò ed istruì i suoi cinque figli in condizioni precarie, tra cui il suo primogenito Temujin, destinato a diventare il più grande conquistatore che il mondo abbia mai conosciuto.donna mongolia
Börte, non fu da meno: affiancò il marito nelle sue imprese, fu una preziosa consigliera, si occupò della famiglia nei lunghi periodi in cui il suo compagno, Gengis Khan, era impegnato a combattere per l’unificazione della Mongolia. Successivamente assunse ruoli importanti nella gestione politica ed economica dell’Impero unificato dal consorte. Grazie al suo senso acuto delle relazioni umane e degli affari economici e politici, seppe mantenere saldo il nucleo del clan e favorire la nascita dell’Impero Mongolo, garantendogli una organizzazione dinamica ed efficace.IMG_2203
Queste ed altre donne riuscirono nell’intento di tramandare le usanze e le tradizioni mongole alle generazioni seguenti, preparando le figlie al potere, così come i figli maschi alla conquista e alla guerra.
Grazie al contributo e all’esempio di questi personaggi rinnovatori, lo scenario asiatico fu caratterizzato per molti secoli dalla pari dignità e valore tra uomini e donne, ciascuno conservando le proprie caratteristiche ma contribuendo assieme agli stessi ideali. La civiltà mongola é antica a causa del tempo ma molti elementi sono più avanzati del modernismo di oggi.

 

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