LA REINCARNAZIONE: IPOTESI O REALTA’ ? – di Dawn Stote

Dawn Stote

L’idea che l’anima umana vive più esperienze sulla terra è presente in tante culture e tradizioni. Della reincarnazione hanno parlato personaggi illustri, non tanto come una “teoria”, quanto come una esperienza vissuta e queste testimonianze non sono rimaste isolate nel corso dei secoli, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. L’argomento è un po’ scottante. Perché? Perché anche se “va di moda” come rimprovera il Monsignore dello spettacolo teatrale “Fantasmi e Tavolini Parlanti”, siamo nati in una società dove l’idea di avere vissuto altre vite prima dell’attuale non è considerata normale. Almeno non fino a poco tempo fa, oggi se ne parla un po’ di più.

 

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C’È PUZZA DI ZOLFO – di Caterina Savasta


Liebe Frau Brigitte Neuner,

rassettando la chiesa stamane ho trovato la vostra lettera dentro un messale… Oh quanto tempo è già passato e chissà cosa avete pensato di me che non vi ho risposto con la solerzia che si confà ad una donna nella mia posizione. Ma vi garantisco che non è stata una negligenza volontaria, sebbene essere la perpetua di Monsignore lasci ben poco tempo per scrivere o quant’altro. Non mi lamento, sia ben chiaro, sono una donna felice, così felice di poter servire ogni giorno al piano divino. Devo avere buona cura della chiesa e degli appartamenti annessi, compresa l’aula dove Monsignore tiene le sue lezioni, assicurarmi dell’armonia e ordine in cucina, dove io stessa preparo con amore le mie famose torte di mele, e poi ci sono le sacre funzioni, i funerali, i vespri, le visite ai moribondi,  e insomma, le giornate volano in un batter d’occhio. Sono lieta del vostro gentile pensiero, la vostra lettera mi fu molto gradita e rileggerla oggi, seppur a distanza di tempo, mi ha ricordato della famiglia Kruger, di quel brutto periodo passato dalla povera Margit e delle stranezze ascoltate in quel salotto, dove si parlava perfino di fantasmi e tavolini parlanti. Ho finalmente trovato un attimo di tregua e di riposo in questa giornata di lavoro, ed eccomi a rispondervi.

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MA NON LO TROVATE SCONVENIENTE ? – di Luisa Federico Corti

Liebe Fräulein Corinna Dalmeier,

Ma non la trovate sconveniente tutta questa modernità?! Oh insomma! Questa gioventù ribelle che non ascolta più i consigli dei genitori. Che rovina! Anche io da bambina sognavo di fuggire nella baita di campagna di mia nonna con il mio amato Otto, il figlio della governante, un ragazzino paffutello, dolce e premuroso, mi perdevo nei sui occhi scuri senza confini, sembrava mi sollevasse fino in cielo con lo sguardo…

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ADELE E L’AMORE – di Valentina Palmucci

Adele risponde 1

L’amore è la vita, senza l’amore non v’è gioia alcuna… ma sarà proprio così?

Il sogno di ogni signorina dabbene è quello di incontrare un gentiluomo che la corteggi, chieda la sua mano, la porti all’altare per poi vivere insieme per sempre, felici e contenti… o almeno questo è ciò che ci  insegnano fin da piccole. Ultimamente però ho iniziato a pensare che non sia proprio così, ho iniziato a pensare che una donna possa avere altri sogni, altre ambizioni, ed è stata una cara  amica a insinuare in me i primi ripensamenti… Vi racconto come è andata.

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NON MI SPOSERO’ MAI – di Claudia Pennucci

Katrin Kruger

(DAL DIARIO PERSONALE DI KATRIN KRUGER)

Non mi sposerò mai. Appartenere ad un uomo sarebbe la fine per una donna come me. Sono nata libera, me lo diceva sempre il babbo. Non potrei mai sopportare una vita fatta di convenzioni, di ‘si deve’, di ‘non sta bene’. Gli obblighi dei ricevimenti, le chiacchiere inutili, i figli, le acconciature all’ultima moda. Sono fatta per altre cose, io.

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LA MAGIA DEL TEATRO – di Emma Ricciola

Emma Ricciola

 

Il teatro è un tempio dell’arte, una fucina, una sorgente inesauribile di arte.

Utilizzato fin dai tempi antichi come strumento per comunicare qualche cosa, più o meno apertamente. Ad esempio nella drammaturgia greca, durante le feste religiose, venivano rappresentate delle vicende allegoriche; inscenavano veri e propri drammi (dal greco, δρᾶμα, azione) dove i personaggi chiave erano fondamentalmente due: il protagonista e l’antagonista, ovvero il contrario del protagonista. Si capisce subito che ci troviamo difronte al classico scontro fra due opposti: il bene e il male, il buono e il cattivo, il giorno e la notte, le tenebre e lo splendore. Da questi due opposti nasce un dinamismo grazie al quale l’uomo riesce ad emanciparsi immedesimandosi ora in questo e ora in quello. In ognuno di noi infatti c’è del buono e del cattivo.

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Caduta in un dolcissimo tranello – di Elena Meacci

Elena Meacci

 

Elena, senza obbligo, ti andrebbe di provare a recitare? Avrei un ruolo che si adatta a te… Ti passo il testo del secondo atto, impara la parte di Margit. E’ una piccola parte… Poi facciamo un provino e se funziona…”

 

Queste, all’incirca, furono le parole che Elisabetta (Meacci, mia sorella) mi rivolse… Ah! Dolce tranello fu quello in cui mi gettai!

Feci il provino ed andò bene, anche se occorsero varie correzioni e consigli e prove su prove, ma riuscii a conquistare il ruolo di Margit Kruger.

Solo dopo, quando ebbi il copione completo, scoprii che si trattava di uno dei ruoli principali, con tanti dialoghi da imparare… Ne fui terrorizzata all’inizio: la memoria non è uno dei miei punti forti.

Una cara amica (Roberta Capezzuoli), che aveva avuto la mia stessa proposta per un ruolo importante di un’altra commedia sempre di mia sorella (“Lavinia”), mi disse: “Non preoccuparti, vedrai, il testo ti piacerà e sarà facile impararlo”. E così è stato. Non ho trovato tanta difficoltà ad imparare a memoria le battute, proprio perché il testo è scritto veramente bene (e non lo dico perché sono di parte), anche se, lo confesso, vivo sempre nel terrore di dimenticare qualche parola.

Quanto a suscitare in me tutte quelle emozioni contrastanti e mutevoli: passare dall’essere ansiosa e preoccupata, alla disperazione e al pianto, per poi arrabbiarmi e subito dopo spaventarmi e stupirmi, per poi tornare ad essere felicemente sopra le righe… Beh, sebbene ancora ci debba lavorare perché si può sempre migliorare, devo ammettere che rispecchiano abbastanza il mio carattere, tanto che mi fu detto: “Non importa che reciti, sii te stessa”.

E così… mi sono ritrovata a fare l’attrice e quanto mi piace!

E così… attendo trepidante di tornare sul palco, o meglio nel mio salotto austriaco ad accogliere gli ospiti, a piangere per la mia dolce Delly, ad assistere dubbiosa a fenomeni paranormali, per poi prendere consapevolezza della vita oltre la morte e scoprire in me una dote inaspettata.

Non vedo l’ora di ripetere: “Buon giorno Maestro Sebastian, cosa vi porta da noi?…” e rivivere tutte quelle emozioni.