A Pistoia “È Tempo di Teatro”

Lorenzo Galletti

Lorenzo Galletti

Il corso di teatro offre un approccio al mondo dello spettacolo dal vivo a partire da diversi fronti.
Rivolto a tutti, ragazzi e adulti, principianti e non, si propone come finestra sulla recitazione e su alcuni spicchi fondamentali della storia del teatro.
Così, affrontando alcuni autori cardinali, impareremo insieme a leggere un testo e metterlo in scena, ad affrontare il pubblico grazie a un lavoro di gruppo sotto la guida di un regista (Lorenzo Galletti) e affinando il lavoro individuale sul corpo e la voce per dar vita al personaggio.

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 Cominceremo giovedì 14 dicembre alle ore 21.15 e vi presenteremo lo staff che affiancherà Lorenzo Galletti e anche il programma generale. Abbiamo infatti una insegnante di tecnica vocale: Fiorella Falli; un preparatore atletico per aiutarci nei movimenti: Alessio Polletti; una insegnante di danza per lezioni di portamento e presenza scenica: Elena Benassai; e infine, ma non certo ultima, la Prof. Caterina Savasta che ci aiuterà nella comprensione dei testi.2a-collage-Caterina
Il corso proseguirà poi ogni giovedì sera, sempre alle 21.15 (escluso pausa festività natalizie).
Non è a numero chiuso, ma sebbene la sala a disposizione sia bella grande, dobbiamo limitare la partecipazione ad un certo numero di persone per consentire a tutti lo svolgimento degli esercizi e la partecipazione al saggio teatrale. Quindi se volete prenotarvi o ricevere maggiori informazioni, chiamate in segreteria 057321414 o passate direttamente alla nostra sede di Piazza dello Spirito Santo, 1.

È Tempo di Teatro

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Carissimi Amici e Amiche,

anche quest’anno riprenderemo con il laboratorio “È Tempo di Teatro”, che si triplicherà perché lavoreremo a Pistoia, a Montevarchi e ad Empoli. Ogni città avrà una equipe specifica, con interventi e scambi di tutti e tre i laboratori.

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Il laboratorio di Pistoia vedrà il regista Lorenzo Galletti affiancato dalla inarrestabile Caterina Savasta; poi Alessio Polletti per la preparazione atletica, Elena Benassai con lezioni di portamento e tecniche di rilassamento psicofisico, Fiorella Falli per la tecnica vocale.3-collage-Alessio

 

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L’equipe di Empoli sarà diretta dal regista Alessandro Cecchini affiancato da Valentina Palmucci; per la tecnica vocale Cinzia Agolino, e poi Elena Benassai per il portamento e la parte atletica; in più collaborerà Catia Cecchini.

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L’equipe di Montevarchi si presenta numerosa e ben motivata: il regista Alessandro Boncompagni affiancato da Claudia Pennucci, Claudia Ghetti, poi Sabrina Geppetti e Ilaria Raffaelli che si alterneranno per la parte atletica (portamento, rilassamento, movimenti scenici), Daniela Datteri per la tecnica vocale.

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Ogni laboratorio ha in comune sia il programma delle diverse lezioni, sia l’Autore scelto per la preparazione del saggio teatrale. Eh sì, anche quest’anno gli allievi avranno modo di cimentarsi davanti al pubblico, in teatro: i nostri tre registi, con i loro collaboratori, prepareranno tre spettacoli, tre commedie diverse che hanno in comune solamente l’Autore, anzi, per essere precisa l’Autrice. Abbiamo scelto una donna, che ultimamente sta tornando di “moda” … ma non vi dico chi è, la sorpresa è d’obbligo!

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Se volete saperne di più, seguiteci sulla nostra pagina FB, pubblicherò tutte le foto e le informazioni.

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Intanto vi anticipo che a Pistoia cominceremo GIOVEDI’ 14 DICEMBRE ore 21.15; le lezioni avranno cadenza settimanale, sempre di giovedì sera alle 21.15 con una durata di circa due ore.

A Montevarchi cominceremo prima, tra pochi giorni, il 20 novembre, e faremo laboratorio sempre di lunedì sera alle 21.00.

Anche ad Empoli sarà di lunedì sera,  ore 21.00. Stanno preparando una festa di presentazione per il 16 dicembre, a breve vi daremo maggiori informazioni.

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LO STORNO E L’ANGELO CENTUNO: UNA CHIAVE DI LETTURA DA ELENA MEACCI

angelo“È uno degli ultimi racconti di Pirandello rimasto incompleto, pare, dove si mette in campo il tema della morte, della vita nell’aldilà, dell’assistenza delle anime dei defunti e degli angeli, in particolare dell’Angelo Centuno, a capo di 100 anime del purgatorio.
E lo storno? Che bisogno aveva Pirandello di citare gli storni?
Nel racconto si trovano a confronto un gruppo di uomini, dei signorotti diciamo, cacciatori novelli, non molto esperti, di ritorno da una mancata caccia agli storni, ed un gruppo di donne, popolane e religiose, che li accudiscono amorevolmente, com’era consuetudine fare nella Sicilia pirandelliana. caccia agli storni
Da una parte i signori discutono sulla caccia mettendo in evidenza che è quasi impossibile non prendere uno storno, “si prendono anche ad occhi chiusi”; dall’altra parte alle donne, in particolare a donna Gesa, è affidato il racconto del miracolo dell’Angelo Centuno, apparso a Maria Grazia Aiello (per tutti Poponé) insieme a cento anime del purgatorio, che le annuncia la sua imminente morte. angelo donna
Ne segue un’accesa discussione: e che miracolo è questo? Si può chiamare miracolo? Si può credere che un Angelo sia apparso ad una donna, o sarà stata un’allucinazione? Don Celestino, il prete, si schiera a favore di chi ha fede. Nel bel mezzo della discussione, torna un cacciatore esclamando: “Ho preso uno storno!”. storno
Tutti rimangono basiti e quasi più sorpresi della cattura di un uccello che del racconto del miracolo.
Il vero confronto non è solo tra uomini e donne, ma tra due tipi di mentalità: quella materialista, propria degli intellettuali, degli scienziati, e quella semplice ma piena di fede della cosiddetta povera gente, entrambe però non pronte ad affrontare in modo serio tematiche riguardanti la sfera spirituale, di cui Pirandello invece era molto esperto.
pirandello_novelleForse Pirandello si chiedeva: come si può parlare di certi temi all’umanità?
E da genio quale era Pirandello, ci regala attraverso uno spaccato della società siciliana un racconto pieno di sottile umorismo, in cui diventano protagonisti due miracoli. Il primo, quello più evidente perché narrato, è il miracolo di una visione avuta da una donna con il dono della veggenza e devota all’Angelo Centuno che, nella visione appunto, le predice la sua imminente morte. Ma gli uomini subito si precipitano a denigrare il miracolo, sebbene ammettano che la gente che ha fede vede nella morte come un giusto premio.angelo blu triangolo
Vi è un secondo miracolo, a parer mio, meno palese e al contempo assurdo; è il miracolo dell’uccisione di uno storno: uno dei cacciatori è riuscito ad uccidere uno storno! Il racconto termina proprio con l’entrata in scena di uno dei cacciatori che esclama: “Ho ucciso uno storno!”. Sì, un solo storno, sebbene gli storni si possano colpire con il fucile anche ad occhi chiusi per quanti ne volano in cielo, diventa agli occhi degli altri un miracolo.
Pensate, fa più scalpore questo fatto dello storno che non il racconto della visione dell’Angelo e della sua profezia, che poi si realizza.
Caro Pirandello, non è facile parlare di certi temi a chi non ha orecchie per intendere e tu lo sapevi molto bene.”

Potrete vedere Elena Meacci nel ruolo di Poponè al saggio teatrale del 3 ottobre, in scena al Teatro Bolognini di Pistoia.

http://www.vivastreet.it/serate/pistoia/pirandello-con-e-senza-maschera/154299110

 

 

SAGGIO TEATRALE

PirandelloSiamo in dirittura d’arrivo per il saggio annuale degli allievi pistoiesi. Ebbene sì, il 3 Ottobre al Teatro Bolognini di Pistoia presenteremo uno spettacolo dal titolo “Pirandello con o senza maschera”. Si tratta di tre atti unici preparati da tre registi con gli allievi del laboratorio teatrale “È tempo di teatro”, che si è svolto da gennaio a giugno nella sede di piazza dello Spirito Santo 1.
Comincerà il regista Lorenzo Galletti con “La giara”, seguirà Alessandro Cecchini mettendo in scena “La patente” e concluderà la serata Alessandro Boncompagni con “Lo storno e l’angelo Centuno”.la_giara
La scelta di Pirandello è stata determinata dal desiderio di tributare un omaggio al geniale drammaturgo siciliano, che ha saputo osservare e scandagliare l’animo umano, quale è nell’intimo di ciascuno e come si manifesta agli altri, nella società prendendo mille forme.
L’intento principale che ha animato questo evento è quello di fare una riflessione sull’uomo che si chiude in una forma, sia che si tratti di una giara, sia che si tratti della maschera di uno iettatore, sia che si tratti di una comunità che si ferma all’aspetto superficiale della vita e non sa andare oltre l’apparenza.
Tra gli attori alcuni hanno già calcato le scene, mentre altri sono alla loro prima esibizione.locandina saggio teatrale 2017
I tre registi sono stati molto abili nel realizzare questo spettacolo con le poche risorse a disposizione. Siamo una Compagnia Teatrale autogestita, facciamo tutto per passione e ci mettiamo tanta passione. L’ingresso allo spettacolo sarà ad offerta libera, contiamo sul vostro sostegno !!! I tre registi sono stati abili anche nel rendere molto simpatici i tre atti unici, che pur contenendo spunti di riflessione vi faranno sicuramente divertire.

Prenotatevi chiamando Fiorella 3357017578 oppure in segreteria 05732414.

 

COSA C’È DIETRO UNA STORIA

Teatro Civico La SpeziaLa Compagnia Teatrale Archeosofica presenta anche quest’anno lo spettacolo Atlantico, una commedia musicale scritta e diretta da Elisabetta Meacci. Poco conosciuta ancora dal grande pubblico, sebbene abbia registrato sempre il tutto esaurito nei teatri ove è stata messa in scena, la commedia Atlantico sbarcherà  a La Spezia domenica 21 maggio al Teatro Civico (inizio ore 17.00 – prevendita su vivaticket.it o telefonando al teatro). mini show
Ma per saperne di più su questa divertente e spumeggiante commedia, la Compagnia ha organizzato un MINI SHOW che potrete vedere sabato 13 maggio alle ore 18.30 presso la sala Urban Center del Teatro Civico a La Spezia, oppure lunedì 15 maggio alle ore 21.30 presso la sede dell’Associazione Archeosofica di Lucca al Palazzo Pfanner. Per il Mini Show l’ingresso è libero e gratuito e non è necessaria la prenotazione.
Perché chiamare questa presentazione “Mini Show” ? Perché l’incontro con gli autori e attori/cantanti si trasforma gradualmente proprio in un piccolo spettacolo, con musiche eseguite dal vivo, canzoni e brani recitati.
Conoscerete l’autrice del testo, Elisabetta Meacci, e i musicisti Alessandro Pelagatti e Filippo Costanti, che hanno composto le musiche originali della commedia.
minishow 2Durante il mini show ci racconteranno come è nata l’idea per Atlantico, qual è la base storica che fa da sottofondo alla vicenda interamente inventata, come sono nate le canzoni e le musiche che evidenziano i momenti più salienti; alcuni attori (non tutti, sono circa 30 ad andare in scena!) si racconteranno nella veste del personaggio che interpretano, svelando un po’ dei retroscena, senza dir troppo ovviamente. Uno spoiler misurato insomma.chitarra portoghese
Lo spettacolo è ambientato in Portogallo nel 1450. I costumi di scena e l’utilizzo della chitarra portoghese danno un tocco di originalità , almeno per chi non conosce la storia di quel periodo, di quella Grande Epoca di scoperte e innovazioni.
Si racconta di un vile traditore e assassino, abile nel presentarsi come il migliore degli allievi alla Scuola di navigazione.
Si racconta di un amore sbocciato al primo sguardo tra una giovane dama di alto lignaggio e un giovane dal passato sconosciuto (che poi conosceremo), un amore vissuto con passione e timidezza. Atlantico duetto
Amicizia, sincerità, fedeltà  alle promesse fatte da una parte, falsità , tradimento, omicidio dall’altra. Un ladro che si serve di una giovane sprovveduta per ottenere ciò cui ambisce, senza farsi scrupolo di ucciderla quando le cose si mettono al peggio per lui.Atlantico duetto 2
Un cavaliere pronto a sacrificare la propria vita per proteggere un segreto e una fanciulla. Carte di navigazione, che forse sono realmente esistite stando ad alcuni storici, con le rotte verso terre ignote agli europei ma già scoperte dagli antichi portoghesi. Atlantico DamianoAtlantico schiaffo
Astronomia, eh sì, anche di astri si parla e si canta, perché a quel tempo era indispensabile conoscere il linguaggio del cielo, in ogni suo significato, compreso quello simbolico.
Insomma, Atlantico “è la storia di un mistero e anche il mistero di una storia” come recita il Cantastorie Moderno che appare nel primo atto.Altantico Xina
Una commedia che vuole mettere in risalto diversità e contrasti presenti nella società di allora come in quella di oggi. Nello spettacolo è tutto dal vivo, la musica viene eseguita dalla band “Atlantico”, gli attori cantano senza playback, con grande lavoro della squadra tecnica impegnata a risolvere i mille problemi della diretta.Atlantico matrimonioAtlantico copertina
Il Teatro Civico di La Spezia, nella sua dorata atmosfera, offrirà una superba cornice alla nostra Compagnia.  E voi potrete dire di essere stati i primi a scoprirla ed apprezzarla, sia con il Mini Show di sabato 13 e lunedì 15 sia, soprattutto, con lo spettacolo di domenica 21 maggio. Noi vi aspettiamo!

Ah, se ancora non avete ascoltato le canzoni e volete avere un anteprima, trovate su iTunes un nostro EP, cercando Atlantico – Alessandro Pelagatti e Filippo Costanti. Oppure se venite dal vivo lo potrete acquistare. Gli autori saranno ben lieti di autografarlo!!!Atlantico EP

 

 

ATLANTICO – SPETTACOLI MAGGIO 2017

Teatro NiccoliniEd eccoci qua! Si torna in scena con ATLANTICO, la commedia musicale ambientata nel 1450 in terra portoghese, precisamente nell’estrema punta a sud ovest della penisola Iberica, dove oggi si va principalmente per fare surf. Surfers-in-Sagres
Un tempo sorgeva qui una città e un centro di studi, una scuola della navigazione, una scuola di pensiero e di misticismo.
Progettarono le famose caravelle, imbarcazioni piccole e agili che hanno permesso ai coraggiosi esploratori di regalare al mondo la geografia terrestre che oggi conosciamo. Sagres
Fu l’epoca delle grandi scoperte infatti, che cambiò in breve tempo la mentalità della gente oltre che la conoscenza.
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È TEMPO DI TEATRO – 2017

Ritorna il Laboratorio della Compagnia Teatrale Archeosofica! laboratorio 2017

Giovedì 12 gennaio, nel corso di una serata-apericena aperta a tutti (inizio ore 19.00), che si terrà nei locali della Compagnia Teatrale e dell’Associazione Archeosofica in Piazza dello Spirito Santo n.1 a Pistoia, sarà presentato il programma del laboratorio teatrale proposto per l’anno 2107. Conoscerete anche gli insegnanti che si alterneranno per questa nuova avventura artistica.
Alle ore 21.00 inizierà la presentazione, oltre che delle attività teatrali, anche delle iniziative promosse dall’Associazione.festeggiando

Le lezioni si terranno per tre giovedì al mese (ore 21.30) ed una domenica (intera giornata); comprendono esercizi di respirazione, ginnastica e postura, dizione, improvvisazione, analisi ed interpretazione dei testi e si concluderanno con ben tre spettacoli teatrali nel mese di Giugno. Tema portante di quest’anno: “Luigi Pirandello: con e senza maschera”. Non mancheranno gradite sorprese ed incontri con personaggi di spicco nel mondo artistico moderno. Abbiamo anche pensato di fare un viaggetto tutti insieme nei luoghi che videro il nostro protagonista, cioè nella bellissima Sicilia di Pirandello. Ma non vi dico di più, annunceremo tutto GIOVEDI’ 12 GENNAIO dopo la festicciola di riapertura. applausi

Per informazioni ed iscrizioni: tel.: 057321414, e.mail: info.pistoia@boxletter.net

 

UNA DONNA PER TUTTE: GIOVANNA D’ARCO

Per capire l’eccezionalità di Giovanna d’Arco è necessario cercare di comprendere la situazione della Francia in quel lontano inizio di XV secolo, in piena guerra dei cent’anni. Conoscere le condizioni geo-politiche del tempo, come pure quelle socio-economiche, ci permette di apprezzare di più, di meravigliarci ancor di più della grandezza di quella fragile fanciulla chiamata Giovanna, e meravigliarci ancora una volta dell’attualità del suo esempio per tutti noi. Lo studio del passato, in questo caso la vita di una santa, vergine, guerriera, definita da Tommaso Palamidessi “vera amazzone del Graal”, non deve essere fine a se stesso, al contrario dovrebbe condurci, come tanti piccoli “guerrieri del terzo millennio”, a ripercorrere il cammino di fede e trasmutazione interiore guidati dal suo fulgido esempio. Altrimenti resta sì una cosa importante, ma esteriore, di accrescimento del bagaglio culturale, quando invece dovrebbe incidere profondamente nelle scelte della nostra vita quotidiana di uomini e di donne. Giovanna d'Arco 1

La situazione politica al tempo di Giovanna era veramente assurda: Carlo VII era chiamato “il Re di Bourges” quasi a sottolineare la sua pochezza, un piccolo regno senza la sua naturale capitale, Parigi, solidamente in mano agli inglesi. Fu addirittura diseredato dal padre, Carlo VI, quasi completamente impazzito ci dicono gli storici, a favore del genero Enrico V d’Inghilterra che aveva sposato Caterina di Francia, sua figlia e quindi sorella di Carlo VII.

Il Delfino, cioè l’erede al trono di Francia, o di quel che ne restava, visto che il paese era dilaniato da una guerra iniziata nel 1337… dicevamo, il Delfino rifiutò di riconoscere valido ciò che era stato stabilito nel trattato di Troyes. Quindi alla morte di Carlo VI e di Enrico V, avvenuta nello stesso anno, 1422, a pochi mesi di distanza, la situazione del conflitto vedeva in campo dalla parte dell’Inghilterra Enrico VI appena nato e già nominato re di Francia e d’Inghilterra, in fasce, e dalla parte francese il giovane Carlo VII, quel re di Bourges rimasto con poco e niente. Giovanna d'Arco 5

La situazione era ulteriormente complicata dalla presenza di una terza forza crescente, quella del Ducato di Borgogna, “i borgognoni” guidati da Filippo III che in questa fase del conflitto appoggiava per convenienza gli inglesi.

Non andava meglio dal punto di vista sociale ed economico. 90 anni di guerra avevano ridotto sul lastrico un po’ tutti. La peste falciava vittime, le carestie, la pressione fiscale esercitata sul popolo per finanziare gli eserciti, tutto insomma contribuiva a ridurre la gente a condizioni di vita insopportabili. Giovanna d'Arco 2

Gli storici concordano ne ritenere che in quegli anni, 1420-1430, la Francia si trovò nella peggiore situazione dai tempi di Clodoveo e non ne vivrà un’altra così tremenda fino all’occupazione nazista.

Se poi pensiamo solo un attimo cosa sarebbe potuto accadere a livello “religioso”, in un momento in cui la Chiesa soffriva profondamente del suo stesso scisma, a causa di papi e antipapi, se gli inglesi avessero definitivamente “anglicizzato” la più cattolica delle nazioni occidentali, da sempre baluardo della cristianità, sia verso il mondo musulmano, sia verso i politeisti popoli del Nord… si capisce come risuonassero veritiere le parole di Isaia: “il popolo che camminava nelle tenebre vide una gran luce”: quella luce, nel 1412,  fu Giovanna d’Arco. Giovanna d'Arco 8

Su di lei sono stati scritti libri e libri, tomi e tomi, film e commedie, ha ispirato poeti, scultori, artisti d’ogni genere, perfino ordini religiosi. Ha suscitato dibattiti e polemiche tra chi la considerava un bluff, chi una sprovveduta visionaria manovrata dai furbi politici del tempo, chi invece la riteneva una eroina, simbolo stesso della libertà francese.

La Chiesa prima gettò su di lei l’onta della scomunica, consegnandola al rogo dei suoi carnefici, poi l’ha riabilitata, e nel XX secolo beatificata. Giovanna d'Arco 6

Giovanna d’Arco indubbiamente è stata un personaggio con delle caratteristiche eccezionali. Alcuni dicono che la sua storia ha dell’inverosimile, è illogica. Forse hanno ragione. La Francia cattolica è in crisi tremenda? Ci si aspetta un aiuto divino? come fu per gli ebrei esuli e prigionieri. Ecco, lo spirito di Dio scende su Giovanna, una ragazzina nata in un paesino di campagna, che non sa leggere, non sa scrivere, non sa cavalcare, non sa com’è il mondo… è tutto un “non sa” … Ma riceve una missione: andare a 600 km di distanza, in territorio nemico, incontrare il re, farsi assegnare il comando del suo esercito, andare ad Orleans e liberarla prima che crolli completamente in mano agli inglesi, dopo mesi di assedio.

Poi accompagnare il re a Reims, sempre in territorio nemico, e consacrarlo “Re di Francia”. Così la guerra sarà finita e vinta, e gli invasori se ne torneranno al loro paese al di là della Manica.

Non è logico. Una missione del genere affidata ad una ragazzina, non è affatto logico. Giovanna d'Arco 4

Una ragazzina di 13 anni che per giunta sente delle voci, è convinta che le sia apparso l’Arcangelo Michele, “Monsignor Arcangelo” come lei familiarmente lo chiama, e le abbia detto cosa dovrà fare. A niente valsero le torture subite, le accuse, le ingiurie: anche durante il processo, sotto giuramento, resistendo abilmente alle trappole dei suoi accusatori, fior di teologi, risponde sempre con fermezza e sicurezza: le voci e le apparizioni erano dell’Arcangelo Michele, e poi anche di alcune sante. Non è logico.

Al processo gli accusatori dicono che simili voci sono solo opera del diavolo, e lei risponde che il diavolo non può dare ordini buoni, mentre l’inviato di Dio sì. Quell’Arcangelo Michele la cui effige ornava la bandiera di Carlo VII con il motto “Saint Michel est mon seul defenseur.

Giovanna durante tutto l’estenuante processo dimostra una grande sapienza, che turba i giudici e quanti assistevano all’interrogatorio. Come può una pulzella, una contadina ignorante, tenere testa a tanti dottori della legge? Fronteggiare arguti argomentatori e teologi? Non è logico. Giovanna d'Arco 7

Ma ahimè Giovanna non fu ascoltata. Fu bruciata, arsa viva. Alcuni storici del tempo riferiscono strane testimonianze, soldati inglesi che rimuovendo le ossa e le ceneri dal rogo, trovarono un cuore intatto e palpitante, non bruciato dal fuoco terreno. Illogico. Una leggenda, una superstizione? Forse sì, o forse no.

Alessandro Boncompagni (autore di una conferenza da cui ho tratto questo articolo) porterà in scena la sua commedia “Giovanna d’Arco: il processo, le armi, la vita” domenica 29 maggio, al teatro di Monte San Savino in provincia di Arezzo. Una commedia originale che merita davvero d’esser vista. Lo so, è presto per prenotarsi, ma ho pensato che fosse un ottimo argomento per festeggiare noi donne, oggi che è l’8 marzo.

 

 

 

Fantasmi&TavoliniParlanti = TRE DEI PERSONAGGI

Il dottor WERNER è un uomo di mezza età, con il fascino dei capelli brizzolati. Da tempo innamorato di Margit, la rispetta e siccome era molto amico del marito, non si è mai dichiarato. Il suo è un amore privato, da galantuomo. Egli aiuta Margit e le sta vicino quando possibile. Uomo colto, intelligente, uomo di scienza, quindi mentalità positivista e un poco materialista. Animo buono, con una fede religiosa semplice derivata dall’educazione familiare più che da sue precise convinzioni e ricerche, che appunto si orientano in senso umanitario. Rimane quasi scioccato dalla situazione perché si sente in colpa per la morte di Arabella, e questo fatto lo scuote così tanto da renderlo più duttile nei confronti delle teorie spiritistiche esposte dai suoi amici. Nello spettacolo attuale è interpretato da Leonardo Burrini, che nella vita reale è dottore sì ma in scienze economiche e bancarie.

Il caro e giovane SEBASTIAN è un musicista, suona il pianoforte e anche altri strumenti. Dà lezioni per vivere, ma ha pochi soldi. È innamorato di Katrin, ma non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi. La ammira per la sua originalità e la stima perché non è come le altre donne solo interessata a cose futili. Lui legge libri di esoterismo, conosce associazioni segrete, ma non ne fa parte. Troverà alfine il momento giusto per dichiararsi, incoraggiato anche dalle attenzioni che Katrin gli rivolge sempre di più. L’aver vissuto alcune avventure insieme contribuisce a creare una certa intimità fra i due giovani. Nello spettacolo è interpretato da Alessandro Pelagatti, che è davvero un musicista di talento (autore tra l’altro della canzone “Io sono qui” cantata dal fantasma di Arabella) e suona dal vivo il pianoforte sulla scena.

Il Conte ANDRAS OBRENOVIC è di origini ungheresi, ex ufficiale con il grado di Alezredes, o Tenente Colonnello, Oberstleutnant in tedesco. Un tipo alto e magro, occhi vivaci. Si dichiara Ufficiale a riposo dell’Imperial Regio Esercito. Ha doti medianiche reali, ma purtroppo si è legato ad uno spirito perverso di un vecchio stregone che lo inganna e lo sfrutta. Il Conte è molto avido, pensa sempre ai soldi, a come imbrogliare per fare più soldi, proprio a causa della nefasta influenza di quello spirito malvagio da cui non riesce a liberarsi. Nello spettacolo è interpretato da Lorenzo Abbate, giornalista e fotografo di professione, attore per passione.

 

 

 

Fantasmi&TavoliniParlanti – riassunto e calendario spettacoli

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Ambientazione: periferia di Vienna. Epoca:  1890. L’improvvisa morte della piccola Arabella porta una nuovo profondo dolore sulla famiglia Kruger, già provata dalla scomparsa del padre. La vedova Margit e sua figlia maggiore Katrin sembrano non capirsi e allontanarsi sempre di più l’una dall’altra. Comprensibile visti i caratteri forti delle due donne e le sciagure che devono affrontare.  La madre amareggiata e piegata dalle vicissitudini, Katrin alle prese con le sue aspirazioni di ragazza fiera e ribelle. Sarà per loro l’inizio di un viaggio tormentato ma non privo di fascino, che le porterà alla scoperta del senso della vita gettando nuova luce sul loro rapporto affettivo. Sullo sfondo, la dilagante moda dello  spiritismo che sembra fornire una prova “scientifica” dell’esistenza dei defunti e della vita in un’altra dimensione. Insieme ad alcuni amici fedeli e ad oscuri personaggi, vivranno una serie di avventure, alcune drammatiche, alcune esilaranti, altre romantiche e misteriose. Nel frattempo, anche il fantasma di Arabella si aggira nella casa natale, con una missione segreta da compiere … chi saprà ascoltarla?

Lo spettacolo andrà in scena :

  • al Teatro Santa Giulia di Brescia domenica 10 aprile alle ore 16.00. Prenotazioni telefonando al 355 7017578
  • al Teatro Niccolini di San Casciano sabato 16 aprile alle ore 21.00. Prevendita biglietti da lunedì 22 febbraio presso il Teatro Niccolini oppure al boxoffice.
Abbiamo preparato anche una serie di incontri, con attori e protagonisti, per dialogare su alcuni temi trattati nella commedia. Ingresso libero e gratuito per questi appuntamenti.
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