PER DIRE GRAZIE!

ringraziamentiGrazie” è una parola piccola e semplice che però esprime in sintesi tanto, quando come nel mio caso, sgorga spontanea dal cuore. Oggi mi servirebbe però un “grazie” gigante, enorme, perché sono tantissime le persone a cui devo molto, in generale e in particolare a proposito dell’ultimo spettacolo, Atlantico, che abbiamo portato in scena ad Arezzo.

Alessandro Boncompagni e Valentina Palmucci

Alessandro Boncompagni e Valentina Palmucci

Alessandro Boncompagni e Valentina Palmucci, ad esempio, sono stati due collaboratori formidabili. Posso affermare sinceramente che sarebbe stato parecchio più difficile senza di loro.
alcuni "atlantici"
Voi sapete che noi siamo una Compagnia amatoriale, perché amiamo così tanto l’arte da fare piccoli e molteplici sacrifici pur di portare con umiltà e orgoglio il suo vessillo. Siamo una Compagnia autogestita, autofinanziata, automunita, tutto insomma fatto da noi, con le nostre modeste risorse. Nessuno riceve un salario, ma tutti offrono il proprio volto, la propria voce e le proprie forze, come fosse un “volontariato culturale del divertimento”. Perché il teatro è anche evasione, divertimento oltre che riflessione e cultura.
pubblico in sala
Ebbene, il primo ringraziamento lo faccio a voi, pubblico, caloroso e generoso, che ci seguite e ogni volta riempite platea e galleria, anche se non siamo in piena stagione teatrale. Grazie, per il vostro contributo e sostegno, importante per noi. Sentire gli applausi ripetersi ogni volta, ogni canzone dalla prima all’ultima, incoraggia e aiuta davvero tanto.

pubblico

Altro ringraziamento, e questa volta doveroso, va al Comune di Arezzo, per la concessione del proprio patrocinio alla nostra iniziativa. Grazie! E devo dire che il teatro comunale aretino, il bellissimo Teatro Petrarca, è una struttura ben organizzata e molto ben curata, pulito, con persone competenti e educate. Cosa che non sempre è così scontata.
Teatro Petrarca Arezzo

È tempo di ringraziare anche tutte quelle persone che voi, caro pubblico, non avete visto, ma che hanno lavorato sodo dietro le quinte. Chi non ha esperienza teatrale non può immaginare quanto lavoro e quanto sudore, nel vero senso del termine, ci sia dietro uno spettacolo. Un musical poi è abbastanza impegnativo. staff accoglienza
pubblico in arrivo
La squadra degli scenografi, aiutanti, macchinisti, tecnici, costumisti, truccatori, parrucchiere, accoglienza pubblico, biglietteria, servizio di vigilanza, public relation, e tanto ancora, comincia a lavorare molto prima degli attori e dei cantanti, e finisce parecchio dopo. Tutto va allestito e curato, e poi va smontato e riportato via. allestimento 2

dietro le quinte
E durante lo spettacolo bisogna stare con gli occhi aperti, pronti ad intervenire se c’è bisogno. E, sì, ce n’è spesso bisogno. “Il bello della diretta” poi non è sempre così bello, anzi, direi che per me è una tortura. Veder sciupare voci e suoni per un cattivo funzionamento dell’ennesimo microfono, fa venire il nervoso, per usare una frase educata e non dire parolacce, che però renderebbero meglio. dietro le quinte 2

 

 

Devo dire che grazie allo staff di giornalisti e consulenti pubblicitari: abbiamo suscitato in città un discreto interesse, dimostrato dagli articoli apparsi sulla stampa locale, sul web e dai servizi televisivi di presentazione e di commento. Un ringraziamento speciale al giornalista televisivo Edoardo Carrai (Arezzo TV) che ancora una volta, pazientemente, ci ha seguito, dando anche preziosi consigli. Ringrazio inoltre Claudia Pennucci per il suo articolo e per tutta la preziosa collaborazione.

Edoardo Carrai

Edoardo Carrai

 

C’erano anche fotografi e cameramen, bravissimi e gentilissimi: Sabrina Petri, Stefano Bussoni, Alessandro Cecchini (che in realtà è regista cinematografico e attore e insegnante di teatro, ma sa fare ottime riprese).saluti e ringraziamenti

La lista dei ringraziamenti non sarebbe finita, sono tanti i nomi, gli amici, i professionisti, e gli appassionati come noi di arte, che ci hanno aiutato. Scrivo la parola GRAZIE in grande, voi immaginatevela estesa come l’orizzonte dell’oceano Atlantico visto dal promontorio di Sagres !!!

Elisabetta Meacci

 

 

 

 

 

ATLANTICO: il Cast – ultime foto

Come suol dirsi: “meglio tardi che mai”, ecco le ultime foto del cast di attori e cantanti che quest’anno vedrete in scena al Teatro Petrarca di Arezzo, sabato 12 maggio alle 21.00.

Andrea Ulivagnoli

Andrea Ulivagnoli

Belarmino, allievo della Scuola di Sagres, sognatore, romantico, mistico si potrebbe dire, oltre che guerriero e assetato di conoscenza, è interpretato da Andrea Ulivagnoli, giovane cantante con una buona capacità interpretativa, tanto che abbiamo scritto una canzone nuova, tutta per lui.

Andrea Miluccio

Andrea Miluccio

José, l’allievo giovane ma sposato con una bella donna, saccente e quasi antipatico, ma solo come atteggiamento di difesa. Spesso oggetto di burle e dispetti da parte dei compagni di navigazione, ha un animo nobile e coraggioso. Gli da corpo e voce Andrea Miluccio, attore e cantante giovanissimo di cui apprezzerete il talento, ne sono certa. Anche per lui abbiamo scritto una canzone nuova.

Ecco, mi sembra di aver messo le foto di tutto il cast. Anzi, no! Ne mancano alcune. Ci sono stati dei cambiamenti all’ultimo minuto … beh, vuol dire che li vedrete personalmente a teatro. Divertimento assicurato e anche un po’ di spunti per riflettere. Ma non troppo, perché il teatro va vissuto con passione e serenità!

A sabato! E se volete un autografo sul CD delle musiche o sul vostro invito, i nostri artisti sono a disposizione dopo lo spettacolo.

ATLANTICO al Teatro Petrarca

Sui giornali presto leggerete questo articolo, in anteprima per voi:

“La stagione teatrale è già finita da un po’ e gli appassionati di teatro fremono per conoscere le novità del prossimo anno. Ma intanto arriva al Teatro Petrarca di Arezzo sabato 12 maggio, ore 21,00 un’occasione da non perdere: uno spettacolo che ha già fatto parlare di sé in altre città italiane. Si tratta di “Atlantico”, un musical messo in scena dalla giovane Compagnia Teatrale Archeosofica e rappresentato con successo a Grosseto, La Spezia, San Casciano… Atlantico matrimonio
Un musical non è impresa da poco, ma la cosa curiosa è che la sua vicenda è ambientata in un periodo storico caro agli aretini, il 1400, in pieno medioevo, quando dal Portogallo si stava già solcando l’oceano alla ricerca di terre lontane e misteriose, forse già raggiunte ben prima di Cristoforo Colombo.18768466_1361613777290559_4996189370445883741_o
La storia di “Atlantico”,  scritta da Elisabetta Meacci che ne firma anche la regia, si svolge a Sagres, antica cittadina del sud, nelle sue scuole di giovani cavalieri e navigatori, e di dame e studiose di buona famiglia, dove si intrecciano vicende di amori nascosti e contrastati al mistero che accompagna la sparizione di antiche carte di navigazione. Amore e morte, duelli e corteggiamenti, intrecci, veleni  e spade, nobiltà di sentimenti e tradimenti, lealtà e spirito cavalleresco: il tutto in una  atmosfera medievale che abbraccia le scene in cui sono divisi i quattro atti dello spettacolo. 31960061_1694561467329120_2576114039746723840_n
Tutti gli attori e cantanti indossano abiti di scena accuratamente confezionati rifacendosi all’iconografia del tempo. I testi delle canzoni e le musiche originali, scritte da Alessandro Pelagatti e Filippo Costanti ed eseguite rigorosamente dal vivo da sei musicisti, danno un tocco di modernità al musical, pur integrandosi perfettamente con lo spettacolo.18839729_1361615537290383_6543461315739611433_o

Trentadue attori in scena, sei musicisti, dodici tecnici per un cast giovane e pieno di entusiasmo che vede proprio ad Arezzo il debutto di nuove voci di notevole qualità in questo curioso “musical medievale”. Sabato 12 maggio, ore 21: da non perdere!

Info: Compagnia Teatrale Archeosofica 335-7017578″photo_2018-04-04_18-20-36

Che ve ne pare? Carino come articolo di presentazione. Spero vi abbia incuriosito.

ATLANTICO 2018: personaggi e interpreti

Vorrei presentarvi il nuovo cast di Atlantico, la commedia musicale che porteremo quest’anno ad Arezzo, precisamente il 12 maggio al Teatro Petrarca (avete già prenotato?). In ordine sparso, né alfabetico, né per apparizione, solo ordine sparso. Cominciamo.

Simone Bernardi

Simone Bernardi

Simone Bernardi interpreta il ruolo di Miguel, uno degli allievi della Scuola di Navigazione, quello più interessato alle donne (giusto per ribadire il famoso detto che per un marinaio c’è una donna in ogni porto) e al denaro. Ma in fondo ha il cuore nobile.

Lucia Gala

Lucia Gala

Lucia Gala è Iolanda, donna maritata, imprenditrice, intelligente e scaltra. Ha messo su un’attività di ricami e sartoria, appoggiandosi all’amica di sempre, Rita, che ospita le ricamatrici al suo castello.

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ATLANTICO, quasi musical

Atlantico-il-mistero-di-Sagres-webSe avete visto la commedia musicale Atlantico l’anno scorso, e vi era piaciuta, allora sicuramente resterete contentissimi di questa nuova versione.
Atlantico 2018 ha rinnovato il cast, con attori e attrici cantanti e ballerini molto giovani, e già bravissimi. Il personaggio femminile principale, Rita, sarà interpretato da Cecilia Pascale, che molti di voi già hanno avuto modo di apprezzare in altre produzioni. Damiano Restivo sarà al suo fianco nel ruolo di Thiago.
photo_2018-04-30_22-49-01 (2)Nuova interprete per l’imprenditrice Iolanda, questa volta con la bellissima voce di Lucia Gala, e per l’occasione le abbiamo “costruito” una canzone.
Abbiamo aggiunto in realtà ben 6 canzoni nuove, approfittando della bravura dei ragazzi e delle ragazze. Una nuova coreografia per il finale. E un terzo atto nuovo. Insomma, la storia è sempre quella, ma ci sono tantissime novità e cambiamenti.
IMG-20180430-WA0001Una nuova “Cantastorie Moderno”, bellissima e bravissima, di cui non svelo il nome di proposito, mentre la “Cantastorie Antico” resta la stupenda Giulia Cioni.
Grande impegno per i nostri musicisti, che suoneranno dal vivo molto di più, con strumenti insoliti e diversi.
Se fossi in voi, verrei a vederlo 🙂 Saremo al Teatro Petrarca di Arezzo sabato 12 maggio, alle 21.00 si apre il sipario. Il teatro è grande, ma i posti migliori vanno via subito. Prenotatevi fin da ora! 3357017578
E se dopo vorrete lasciare un vostro commento sul blog, saremo ben lieti di ascoltare il vostro parere.

 

LE DONNE DI SPARTA

Giovanna e Francesco

Giovanna Burgio e Francesco Vadi

Vi presentiamo un altro articolo, scritto da Giovanna Burgio e Francesco Vadi (interpreti del capitolo dedicato a Sparta insieme a Giaele Daddi e Maria Vittoria Ricciola), sempre inerente lo spettacolo “Piccole Storie di Grandi Uomini” in scena al Teatro Bolognini di Pistoia sabato 14 aprile alle 21.00.
Ma non stiamo pubblicando il copione, tranquilli, avrete comunque la sorpresa di chi assiste per la prima volta.

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VITA DA ALCHIMISTA

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Eccoci al secondo articolo che si riferisce allo spettacolo “Piccole Storie di Grandi Uomini“, programmato per sabato 14 aprile alle 21.00, Teatro Bolognini di Pistoia.
Le interpreti di questo capitolo sono Jenny Gallo e Luisa Bellissimo, affiancate da Francesco Vadi e Ettore Vellutini .
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L’Alchimia era  una filosofia e ad un tempo una pratica, una scienza sublime e un’Arte, tenuta segretissima per paura dell’Inquisizione.
Lo scopo celato dietro il sipario dei simboli ermetici era risvegliare la coscienza di sé, ottenere una trasmutazione interiore, acquisire insomma nuove e più potenti facoltà dello spirito.
Argomenti tabù nella società tardo medievale, impregnata di superstizione e sete di potere.alchimisti

Entrando nel laboratorio dell’alchimista, vediamo cuocere una materia, in un recipiente dalla forma strana chiamato “Uovo Filosofico”. Un pallone di cristallo il cui orificio permette di introdurvi la materia ed anche di essere ermeticamente chiuso. Ma di che materia si tratta? In realtà poteva essere qualunque sostanza, perché dietro gli esperimenti di una chimica primordiale si voleva imparare una tecnica di trasmutazione interiore.alchimisti 4
Gli Alchimisti erano uomini di fede e scienziati. Usavano strumenti come ampolle e forni per lavorare sostanze chimiche: distillavano le essenze, separavano le sostanze più spesse dalla parte volatile, scoprivano nuovi elementi, e allo stesso tempo utilizzavano la mente per meditare. Visualizzando le operazioni compiute nell’oscurità dei loro laboratori, immaginavano con volontà che la materia che stava cuocendo fosse il composto umano, di cui l’essenza rappresentava la parte più pura, quella virtuosa, quella forte, e le scorie invece erano la parte più grossolana, le debolezze, l’attaccamento alla forma e alla vita mondana.
La fiamma era il loro amore per l’Ideale. Tutto aveva un duplice significato: visibile e invisibile.
alchimisti 2È tradizionale infatti che si adoperasse la simbolurgia per tramandare le istruzioni di questa scienza misteriosa e nello stesso tempo custodirle, preservarle dalla profanazione e dall’uso sconsiderato dei malintenzionati. Istruzioni velate dai simboli che avevano il potere di avvicinare progressivamente l’allievo alla comprensione: man mano che l’Alchimista procedeva nel suo lavoro, tra alambicchi e mantici, avanzava anche nella crescita interiore.IMG_2168
“Più l’Alchimista cuoce e più comprende”, direbbero alcuni nostri amici. Più ricerca, più mette in pratica ciò che ha imparato, e più diventa un profondo conoscitore di se stesso, delle leggi che governano il cosmo, del mondo (o dei mondi) che ci circondano; più sperimenta e più si avvicina anche a Colui che tutto crea.
Il primo ostacolo da superare era costruirsi un laboratorio, facile a dirsi oggi, molto meno a quel tempo. Occorreva un luogo segreto dove chiudersi per compiere le varie operazioni. Un luogo protetto dal silenzio. Poi servivano alambicchi, athanor, aludel, mantici, lampade per la cottura, sostanze di vario genere …alchimisti 3
Nei testi di Alchimia si legge che la materia dell’Opera si trova ovunque, basta guardarsi attorno, e che non costa niente o pochissimo. Ma per effettuare le operazioni materiali, chimiche, fisiche, occorrevano davvero sostanze adatte e strumenti. Bisognava procurarsele senza dare nell’occhio. Non esisteva un negozio dove si poteva chiedere: “scusi, vorrei un etto di antimonio”, oppure: “ha della polvere di proiezione?”. Proprio no.
OLYMPUS DIGITAL CAMERALaboratorio, strumenti, materia, altro non sono che i componenti della coscienza dell’alchimista, che prima entra nella stanza segreta adibita a laboratorio, e poi entra in un’altra stanza segreta: quella della sua anima, dove riesce a portare a termine gli esperimenti di questa “scienza impossibile”.